Bruciata viva, permessi premio all’assassino


Bruciata viva, permessi premio all’assassino

“Inutile parlare di codice rosso e difesa delle donne se poi si concedono premi agli assassini serve la certezza della pena. Dopo una condanna così bassa lo Stato non può concedere permessi premio all’assassino di 
Fabiana Luzzi, la sedicenne accoltellata e bruciata viva dal fidanzato il 24 maggio del 2013 a Corigliano. La condanna a 18 anni e 7 mesi di reclusione è una pena ridicola in confronto alla gravità di quello che ha fatto l’assassino che quest’anno, già tre volte, ha ottenuto licenze premio. Tutto questo mette in discussione il significato della parola giustizia. Il giudice si deve mettere nei panni dei genitori di Fabiana. Per questo ci uniamo all’appello del padre della ragazza”, dice l’avvocato Domenico Musicco, legale di numerose vittime di violenza di genere (tra gli altri si ricordano il delitto Belvisi, la strage di Motta Visconti, l’omicidio Bianco).